Caserta: morta per sangue infetto, risarcimento record per il Ministero.
Un maxi risarcimento di oltre 1 milione di euro. Tanto ha stabilito il giudice per la morte di una donna di 67 anni di Caivano, deceduta nel 2011 per un tumore al fegato e una cirrosi epatica da epatite C, contratti a seguito delle trasfusioni di sangue infetto, ricevuto durante un ricovero di 5 giorni presso l’Ospedale Civile di Caserta.
A liquidare la famiglia della donna spetterà ora al Ministero della Salute. Gli eredi si erano rivolti all’avvocato Renato Mattarelli in seguito al decesso della loro congiunta. Ieri, la sentenza, emessa dal giudice del tribunale di Roma Assunta Canonaco, per i fatti accaduti nel 1983 quando la donna aveva 39 anni appena.
Al momento della diagnosi non è stato possibile arginare la patologia, già avanzata, che ha poi cagionato la morte della donna. Nella vicenda il Tribunale ha accertato le colpe nei confronti del Ministero della Salute e, indirettamente, dell’Ospedale di Caserta, collegabili al periodo dello “Scandalo del sangue infetto” durante il quale diversi pazienti avevano contratto patologie anche letali, come nel caso della donna la cui famiglia ieri ha finalmente ottenuto giustizia.